
L'america rurale, quella provincia americana popolata da famiglie antropofaghe e rednecks assassini, è così bizzarra che a volte è sufficiente l'arrivo di uno sprovveduto turista, meglio se con velleità amorose, per risvegliare i più indicibili orrori.
Il topo di città è un giovane di New York, la topa di campagna invece vive a Fly Creek, sperduto centro abitato la cui microeconomia si basa sull'allevamento di vermi da esca. All'arrivo del giovane una violenta tempesta abbatte un traliccio dell'alta tensione tanto da lasciare gli indigeni senza elettricità mentre migliaia di volt si riversano nel già verminoso terreno per dar vita ad una progenie di lombrichi assassini.
Benchè Squirm (ma quanto è brutto e fuorviante il titolo italiano?) sia facilmente collocabile nel prolifico filone "eco-vengeance" il cui capostipite è riconoscibile in The birds, la pellicola di Jeff Lieberman ha meriti che altri succedanei del film di Hitchcock certamente non hanno. Difatti i temi ecologisti sono qui assolutamente marginali, se non addirittura assenti: gli indigeni parlano di inquinamento, imputandolo ai mal tollerati turisti, ma esso ha più i connotati di una contaminazione razziale e morale. Non è l'ecosistema naturale ad essere minacciato, ma l'equilibrio e la purezza di un sistema di valori figlio del più retrivo puritanesimo.
C'è di più però. In tutto il film la vicenda, di per se banale, dei vermi carnivori si snoda parallelamente a quella amorosa che presenta, non solo i tentativi frustrati del ragazzo di concludere il corteggiamento e il duello amoroso con il rozzo rivale, ma anche le caratteristiche tipiche dell'intreccio edipico, in questo caso arricchito da una morbosa nota omosessuale.
In questo punto fondamentale risiede il merito di Squirm che, pur nella modestia dei mezzi impiegati, costituisce un utile strumento di lettura del modello hitchockiano: laddove gli attacchi violenti degli uccelli altro non sono che gli sfoghi esplosivi del super-io materno, qui sono le aggressioni dei viscidi ed incazzati anellidi a materializzare le tensioni sessuali represse che morbosamente si agitano e si contorcono (in inglese: to squirm) sotto il moralismo dell'istituzione familiare, appena un centrimetro sotto il verde della campagna americana.