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domenica, 30 novembre 2008

Benvenuti al quarto episodio di Fatal Frames. Come di consueto si parte con i soliti cinque punti per chi indovina, al primo colpo, il titolo del film misterioso. A distanza di circa venti minuti l'uno dall'altro verranno poi pubblicati i fotogrammi successivi, con conseguente diminuizione dei punti in palio. Pronti? Via !

Eccovi il secondo frame. I punti in palio però si riducono a tre. Adesso dovrebbe essere molto più facile.

Terzo ed ultimo fotogramma, assieme ad un applauso al vincitore. Grazie a tutti. Vi aspetto la settimana prossima. Non mancate.

pubblicato da losteyeways alle 15:37
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categorie: cinebloggers, trivia quiz


sabato, 29 novembre 2008

Benvenuti, miei cari ospiti, all'ennesima sessione di enigmi cinefili. Spero che la breve pausa abbia giovato alle vostre bradipiche menti, poichè anche oggi dovrete misurarvi con le sibilline tracce che il Caso lascerà sulla scena del crimine. E vi assicuro che l'impresa non sarà affatto facile. Bando alle chiacchiere, dunque, e si dia inizio alla tenzone. Che vinca il migliore!

pubblicato da losteyeways alle 15:03
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categorie: cinebloggers, trivia quiz


sabato, 22 novembre 2008

Cari amici cinefili, mi duole informarvi che per questa settimana il torneo segnerà una battuta d'arresto. Improrogabili impegni, infatti, mi terranno lontano da queste care lande per qualche giorno. Ma non cullatevi, non intorpidite le vostre già letargiche menti, poichè sabato prossimo vi attende, più dura che mai, un'altra sessione del temuto enigma. Orsù, dunque: studiate e preparatevi alla tenzone. Au revoir.
Vostro Anton Phibes

pubblicato da losteyeways alle 20:05
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categorie: cinebloggers, trivia quiz


martedì, 18 novembre 2008

Ennio De Concini è una di quelle personalità che, aggirandosi dietro le quinte del luccicante mondo del cinema, ne costituiscono humus fertile, linfa vitale. Ed anche se quel cinema non c'è più, la sua dipartita non può che essere una grande perdita. Dal giornalismo, alla fine degli anni 40, si avvicina al cinema e diventa sceneggiatore: l'esordio con L'ebreo errante (1948) di G. Alessandrini. Si rivela presto autore prolifico e versatile, capace di sfornare sceneggiature a getto continuo, anche per otto film all'anno. La sua vulcanica creatività, la sua capacità di maneggiare i generi più disparati, di dosare azione e sentimento, di toccare tutte le corde del sentire popolare e colpirne l'immaginario collettivo, lo tengono sulla breccia per decenni, lungo tutta l'età d'oro del cinema italiano.  Maestro del genere avventuroso, contribuisce sensibilmente al filone peplum ( Le fatiche di Ercole di Francisci, La rivolta dei gladiatori di Cottafavi), senza trascurare il melodramma (Sensualtà di Fracassi) ed i generi noir e fantastico: fortunato il sodalizio artistico con Mario Bava, dal quale nasceranno La maschera del demonio e La ragazza che sapeva troppo. Senza dimenticare il western: sua la sceneggiatura de I quattro dell'apocalisse di Lucio Fulci. Difficile orientarsi nella sua sterminata produzione, che va dal cinema popolare a quello d'autore, lungo una carriera - culminata con l'oscar per Divorzio all'italiana nel 1963 - che comprende "cose splendide e cose ignobili". Negli anni 80 comincia a lavorare anche per la televisione, regalandoci il personaggio del commissario Cattani nella prima celebre stagione del serial La piovra di Damiano Damiani. Lo ricorda così lo scrittore e sceneggiatore Sergio Donati: Quando io ero bambino e andavano i film mitologici, si narra che Ennio fosse soprannominato “Olimpo Esterno Giorno”: aveva un grande studio a via Gramsci con quattro stanzette in ciascuna delle quali era chiuso un giovane “negro” con una olivetti e una diversa sceneggiatura in corso. Lui zompettava da una stanza e da una sceneggiatura all'altra, suggeriva, correggeva, poi le firmava tutte e divideva i guadagni.
Dell'anticipo arraffato in malafede su progetti che si sa già non si faranno mai, aveva fatto un'arte inimitabile. Una volta un produttore che gli aveva sganciato un grosso assegno e non aveva più avuto sue notizie da mesi, riuscì a rintracciarlo telefonicamente, nottetempo, al Claridge di Londra (Ennio aveva abitudini costose, come capita di solito agli sceneggiatori. I registi sono quasi sempre avari: ma questo è un altro discorso). Sebbene svegliato di soprassalto e investito da un uragano di insulti e sanguinose minacce, Ennio ebbe il sangue freddo di ribattere che si era “ritirato” costassù proprio allo scopo di lavorare in pace alla sceneggiatura commissionata. E giacché l'altro non ci voleva credere, gli disse che ora gliene avrebbe letta una scena a caso. Raccattando da terra un giornale e facendolo frusciare accanto al ricevitore come se sfogliasse un copione, cominciò a “leggere” una inesistente scena 35 di pagina 92, inventandosi così bene didascalie e dialoghi che l'altro finì per promettere di mandargli via telex un'altra rata, per finanziare una sceneggiatura che non vide mai più. Ma anni dopo, devo aggiungerlo, era lo stesso produttore a raccontarlo ridendo.
(nella foto: Steve Reeves ne Le fatiche di Ercole - P. Francisci, 1958)

pubblicato da losteyeways alle 15:55
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categorie: film, registi, storie del cinema


domenica, 16 novembre 2008

Benvenuti al terzo episodio di Fatal Frames. Eccovi il primo fotogramma: non è facile indovinare il titolo del film di oggi, soprattutto se non si bazzica certo cinema. Ma sono sicuro che qualche cinefilo deviato saprà venire a capo dell'enigma. Come al solito i punti in palio sono ben cinque. Tra meno di mezz' ora apparirà il secondo frame, con conseguente riduzione del bottino. Buona fortuna.

Difficile, eh? Ed allora passiamo al secondo fotogramma, che potrebbe illuminare qualcuno. I punti in palio scendono soltanto di uno. Quattro punti a chi indovina il titolo.

A quiz concluso (un applauso al vincitore), eccovi il terzo ed ultimo fotogramma. Grazie a tutti i partecipanti, vi aspetto la settimana prossima.

pubblicato da losteyeways alle 15:40
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categorie: cinebloggers, trivia quiz