( Inauguriamo con questo primo contributo una nuova sezione del blog che potremmo chiamare "Gli incredibili trailer di Peeping Tom" - ci tratterremo dal farlo solo per pudore - dalla quale sarà possibile scaricare rari trailer di film davvero "oscuri". Un affettuoso ringraziamento va agli amici johnnyb e iochisono per aver fornito il materiale. Nota: i video sono in formato Mpeg, vale a dire VideoCD, ed una volta masterizzati sono leggibili da un qualsiasi lettore DVD. In alternativa è possibile vedere i filmati, in streaming DivX, direttamente su questa pagina. A voi la scelta e buona visione,)

Diabolicamente... Letizia - naz.: Italia - regía: Salvatore Bugnatelli - v.c. n. 66640 del 11.06.75 - m. 2561 - ppp: 25/07/75 - c. pr.: B.R.C. International Films, Bozzolo (MN)
Trama:
I giovani coniugi Martinozzi — Mikaèla e l'architetto Marcello — non possono avere figli. Lui vorrebbe ricorrere a cure mediche in una clinica specializzata, ma lei, ricordandosi piuttosto tardivamente di una nipotina relegata in un collegio, ottiene di dare ospitalità a Letizia (Franca Gonella), come se fosse una figlia. Tuttavia la ragazza, educata all'odio dal direttore del collegio che ne ha fatto una pericolosa sociopatica, mette in atto un diabolico piano di vendetta. Seduce lo zio Marcello ed il domestico Giovanni, e successivamente anche la zia Mikaèla e la domestica Giselle, per poi rivelare le torbide tresche scatenando una spirale di violenze e suicidi.
Cast:
Franca Gonella, Gabriele Tinti, Magda Konopka, Xiro Papas, Angelo Rizieri, Karin Fiedler, Ada Pometti, Cesare De Vito, Mirella Daroda, Gianni Dei
Produzione: B.R.C. International Films, Bozzolo (1975) — Soggetto e Sceneggiatura: Salvatore Bugnatelli — Fotografia: Remo Grisanti — Musica: Giuliano Sorgini — Montaggio: Pierà Bruni — Durata: 95' — Distribuzione: Trimar Film
Critica: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche
Senza alcuna preparazione o motivazione narrativa, il lavoro intesse attorno alla ragazza-protagonista tutto l'armamentario di maniera dei drammoni demoniaci, delle leggende di streghe, di vicende criminali basate su ricatti e omicidi. Gli spunti di parapsichica o di psicologia non hanno il minimo di consistenza e, per conseguenza, lo spettacolo è un'aberrante parata di sadismo e di sesso.
Valutazione Pastorale : Inaccettabile Aberrante
( E' quasi inutile sottolineare come il divertente giudizio critico del simpatico Centro Cattolico Cinematografico ci renda quanto mai appetibile ed interessante questa curiosa pellicola )
Download: Trailer - Diabolicamente... Letizia
[ diabolicamente_letizia.mpg 48,6 mb, 2'24" ]
Un film va (quasi) sempre rivisto. Una volta decantate le tracce impresse nella nostra memoria ne vengono a galla gli umori più sotterranei, spesso solo qualche frammento di inconscia verità.
"La guerra dei mondi" non fa eccezione e se ad una prima visione , schiantati dall'imponente raffigurazione dell' Armageddon, non andiamo oltre lo strato di puro entertainment ( pur raffinato ed assolutamente spettacolare) alla seconda cominciamo a cogliere ciò che il cinema fantastico dovrebbe sempre comunicare: una visione della realtà, rivista nello specchio deformante e rivelatore del sogno o dell'incubo.

Qualche anno dopo l'attentato dell' 11 settembre 2001, il film di Spielberg deve fare i conti con una realtà che ha superato la finzione e segnato irreversibilmente il nostro sguardo e la nostra immaginazione: l'epifania del tripode che emerge dal sottosuolo ed il successivo attacco alla città ed ai suoi abitanti, costituiscono un incipit fulminante e di grandissima tensione emotiva, tensione che non accennerà ad allentarsi fino alla conclusione della sequenza, quando un Tom Cruise in stato di shock si ritrova in casa a scrollarsi di dosso l'impalpabile traccia del massacro: la stessa polvere che ricopriva gli stupefatti testimoni del crollo delle Twin Towers.
In questa ardua operazione di aggiornamento delle possibili rappresentazioni dell'Apocalisse spiccano, per pathos e forza visiva, la sequenza dei corpi trascinati dalla corrente del fiume; la fiumana di profughi che travolgerà l'auto di Tom Cruise; il passaggio del treno in fiamme; l'attacco dei tripodi al traghetto.
Tutte sequenze che resteranno come termine di paragone per ogni disaster movie da qui a venire.

Nel film, venuto alla luce in piena guerra d'Iraq, non possiamo altresì non cogliere la volontà di narrare di uno scontro di civiltà, con tutti i suoi annessi di paranoia ( pensiamo al personaggio di Tim Robbins ) e di infantile e cieco patriottismo ( non a caso rappresentato da un personaggio adolescente ).
"Le guerre di occupazione falliscono sempre" dirà Tim Robbins e la sua è una vera profezia.
La civiltà aliena che attacca la terra spia da secoli una umanità ignara, osservandola crescere e moltiplicarsi con l'interesse di un allevatore di pollame. Non è una semplice invasione, una guerra di occupazione: è una guerra per le risorse.
Loro si nutrono di noi, del nostro sangue: la terra è il loro giacimento di liquido ematico.
E non inganni l'epilogo narrato da una voce fuori campo a mo' di consolatoria e rassicurante postilla esplicativa: esso è fuorviante e posticcio.
Se nel romanzo di Wells e nel film di Byron Haskin gli invasori vengono decimati dai batteri che il buon Dio, nella sua infinita sapienza, ha creato, nel film di Spielberg ciò che per essi è sostentamento e vita si rivela fonte di infezione e di morte. Siamo noi stessi la loro nemesi: esseri inferiori, primitivi, imperfetti e autodistruttivi, biologicamente e moralmente infetti, ontologicamente portatori (sani?) dei semi del Male.

- "La differenza fra l'uomo e la scimmia è in un 3% di materiale genetico, ma quel 3% scarso ti da gli Einstein... i Mozart..."
- "o Jack lo squartatore..."
( "Mission to Mars", Brian De Palma )

Eleonora Cristofani, in arte Leonora Fani, non è certamente la più nota nel novero delle starlette del cinema popolare italiano degli anni 70, riesce però ancora a rinverdire le pruriginose e adolescenziali fantasie di chi, quel cinema popolare, lo ha vissuto e di coloro i quali lo scoprono solo oggi.
La troviamo per la prima volta in un ruolo comprimario nel film Metti.. che ti rompo il muso (1973) di Giuseppe Vari.
Le forme sensuali, la bellezza acerba ed il fisico da adolescente (inquieta), ne segnano indubbiamente la carriera fin dal vero debutto quando ne La svergognata (1974) interpreta una ragazzina milanese, figlia di un industriale, circuita da uno scrittore in crisi (Philippe Leroy).
La ritroveremo liceale alle prese con le prime esperienze erotiche in Amore mio non farmi male (1974) e, via via, sempre più svestita e disinibita, in ruoli che ne esaltano la torbida e conturbante sensualità, dalla commedia scollacciata e boccaccesca fino al soft-core più spinto : tra i tanti, Il domestico (1974), Lezioni private (1975), Calde labbra (1976), Bestialità (1976), Pensione paura (1977), Giallo a Venezia (1979), Peccati a Venezia (1980).
Tra le sue performance su celluloide restano memorabili, per morbosità ed elevato tasso erotico, l'amplesso zoofilo in "Bestialità" e il duetto saffico con Claudine Beccarie in "Calde Labbra".
Dopo le ultime apparizioni cinematografiche, agli inizi degli anni ottanta, Leonora Fani si eclissa improvvisamente. Voci non confermate la danno residente a Roma ed impegnata in attività imprenditoriali.
Qui di seguito è disponibile una video intervista arricchita di spezzoni tratti dai suoi film più noti:
Leonora Fani
[ leonorafani.mpg 150 mb, 14'56" ]
( courtesy of iochisono )
E per finire una piccola raccolta di scansioni di alcune rare foto :
[ leonora_fani_scan_01.jpg 850 kb ]
[ leonora_fani_scan_02.jpg 411 kb ]
[ leonora_fani_scan_03.jpg 356 kb ]
[ leonora_fani_scan_04.jpg 179 kb ]
[ leonora_fani_scan_05.jpg 220 kb ]
[ leonora_fani_scan_06.jpg 234 kb ]
[ leonora_fani_scan_07.jpg 675 kb ]
[ leonora_fani_scan_08.jpg 283 kb ]
Renato Polselli, tra i registi più bizzarri nel panorama del cinema bis nostrano, autore poliedrico ed imprevedibile, sfugge a qualsiasi tentativo di catalogazione, collocandosi in quella zona crepuscolare nella quale abitano gli artisti maledetti, di culto.
Il suo cinema, ancorchè mostrare una cronica e disarmante scarsità di mezzi, rivela un'intelligenza acuta e graffiante, un'irrefrenabile smania di superamento di regole, generi e linguaggi, un'ironia iconoclasta, un'incontrollabile voglia, spesso frustrata, di mostrare il non mostrabile, una sfacciata assenza di misura che spesso sfocia nel delirio involontariamente comico ma che è innegabilmente la sua cifra stilistica.
Qui di seguito è disponibile una video intervista al regista ricca di spezzoni tratti dai suoi film più noti:
Renato Polselli - La verità secondo satana
[ renatopolselli.mpg 164 mb, 16'10" ]
( courtesy of iochisono )